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L’ ECOSISTEMA TERRA NEL CANTO DELL’UNIVERSO
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FUTURO
PROSSIMO
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IL VESUVIO, I CAMPI FLEGREI E I NAPOLETANI
4
CAUSE NATURALI DEL RISCALDAMENTO GLOBALE
5
PREVISIONE E PREVENZIONE A LUNGO TERMINE DEGLI EVENTI CATASTROFICI
6
IL MISTERO NEL FENOMENICO
7
SAGGIO INTERDISCIPLINARE FILOSOFIA, ARTE, STORIA E ELIGIONE SECONDO LA SCIENZA
8
ORIGINE E IMMORTALITÀ DELL’ANIMA
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IL SILENZIO DI DIO NEL LINGUAGGIO DELL’UNIVERSO
10
DALLA FISICA ALLA METAFISICA
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LA TEORIA DELLE STRINGHE, CANDIDATA PER UNA TEORIA DEL TUTTO
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UN SEMPLICE MODELLO CHE SPIEGA IN MANIERA PIÙ ELEMENTARE ALCUNE DEFINIZIONI DELLA RELATIVITÀ E NE SUPERA LE SUE DISCORDANZE
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RISCHIARE CON DIO (DOPO EINSTEIN: UN MODELLO ALTERNATIVO ALLA RELATIVITA')
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OMEOPATIA, FRA NATURA E SCIENZA
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IL VUOTO
(IL QUARTO REAME DELL’UNIVERSO: QUELLO DELLE ANIME)
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Οικουμενη
Perchè?
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STORICITA' E IMMANENZA NEI FENOMENI NATURALI
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L’ ECOSISTEMA TERRA NEL CANTO DELL’UNIVERSO

Il libro pone in relazione l’antica visione mitologica della realtà con quella scientifica attuale. Esso mostra che i cicli dell’attività solare spiegano le variazioni di molti fenomeni naturali, dai campi geomagnetici esterni, allo spessore di ozono, alle vicende climatiche, alla pioggia ed alla siccità, alla crescita degli oceani, alla rotazione della Terra, ai terremoti, alle eruzioni vulcaniche.

Presentazione di Alfonso Campolattaro

È stato con vivo piacere che ho colto l’occasione fornitami gentilmente dal vecchio, caro amico e collega Antonino Palumbo, di leggere questo suo libro.
Antonino è riuscito a trasfondere in esso tutta la sua cultura, non soltanto scientifica, e tutto il suo amore per la scienza che gli è tipico e che sfiora la religiosità.
La varietà dei soggetti: dai terremoti all’elevarsi del livello del mare, dalla pioggia allo strato di ozono, pone il lavoro bene in “risonanza”, come più volte questo concetto è usato nel libro, con tutta la problematica ambientale che in questi tempi è tanto discussa a scala mondiale.
Egli scopre il libro della Natura scritto in termini di quadrati e cerchi secondo Galilei, come uno spartito musicale: quello del “Canto dell’Universo“.

In questo spirito, il libro inizia con un “Ouverture” dove le Muse tessono il canovaccio su cui si svilupperanno i dettagli dell’intera opera.
Un accenno appena ai metodi matematici non intimidisce il lettore inesperto e non inficia il rigore scientifico.
L’intero libro, corredato di varie e chiare figure e tabelle, rende la connessione tra i vari fenomeni discussi ed i cicli dell’attività solare evidente seppure sorprendente.
A questa attività solare, questo spettacolare evento cosmico, è dedicato il terzo capitolo: i ritmi del carro guidato da Febo. Seguono i capitoli dedicati ai fenomeni terrestri quali quelli geomagnetici, l’evoluzione dell’ossigeno e dell’ozono, le vicende climatiche, la pioggia, le fluttuazioni del livello degli oceani, il moto della Terra, fenomeni sismici e vulcanici; tutta questa fenomenologia scorre facilmente ed è accattivante.
Spesso Antonino trova l’opportunità di lanciarsi in spazi più ampi come quelli della Paleontologia, dell’Astrofisica, della Relatività Generale, dell’evoluzione stellare e della Cosmologia e lo fa come una piacevole digressione, mantenendo immutato il carattere discorsivo e piano: semi di meditazione lasciati qua e là.
Piacevole lettura quindi erudita, educativa e foriera di profonde meditazioni sulla Natura, sul Pianeta Terra, sul suo futuro e sul ruolo che l’umanità intera ha su di esso.

Alfonso Campolattaro
Ordinario di Fisica Teorica
Università del Maryland (USA)

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FUTURO PROSSIMO

La Scienza, progenitrice della tecnologia, fonte di benessere e di elevazione del livello della qualità della vita dell'uomo, si è enormemente sviluppata grazie al contributo del determinismo.

Lo stesso non vale, però, per il pensiero scientifico, messo in crisi dalla inspiegabilità e impredicibilità di moltissimi sistemi dinamici, naturali e non, causati dalla loro complessità e caoticità. L'arresto del pensiero scientifico comporterà una pericolosa frenata della tecnologia, con effetti a lungo termine, e ripercussioni nelle applicazioni tecnologiche per fenomeni non del tutto spiegati, di "affaticamento" delle strutture meccaniche, che potrebbero avere conseguenze catastrofiche anche su scala mondiale.

Per superare il determinismo si propone una metodologia scientifica mirante a complementare e coniugare gli approcci seguiti dal pensiero scientifico e da quello filosofico, alla luce dei principi e delle proprietà che governano e caratterizzano i sistemi naturali. Tale metodo viene applicato ai vari sistemi naturali (il sole, il clima, i terremoti, le eruzioni vulcaniche, la vita, l'Universo...), compresi quelli umani (l'uomo, la storia, la guerra...).

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IL VESUVIO, I CAMPI FLEGREI E I NAPOLETANI

In questo libro (I) il lettore percorre un breve itinerario storico del pensiero scientifico, ed in particolare degli approcci metodologici disponibili per la previsione a lungo termine degli eventi catastrofici, i quali, però, si sono dimostrati inefficaci per le eruzioni vulcaniche; (II) segue alcuni modelli, messi a punto ed applicati dall'autore ai due vulcani attivi napoletani, anche in maniera comparativa, ed alla luce dei principi generali che governano l'evoluzione dei sistemi naturali; (III) accerta l'improbabilità di una prossima eruzione vesuviana, i cui effetti potranno facilmente valutarsi, tenuto conto dell'attuale assetto del territorio e della descritta tipologia del prossimo evento, del tutto analogo a quello, ben noto, del 1631; (IV) potrà, infine, soffermarsi sull'analogia fra il principio cosmologico di Einstein e quello sulla costanza della potenza media, evidenziato dall'autore nel dominio temporale. L'applicazione di questo principio e della Palumbo map ai dati dei Campi Flegrei, ha confermato l'attuale stato di criticità e di instabilità del vulcano, che può preludere ad una prossima eruzione. Questa, come dimostrato nel testo, potrebbe avvenire poco tempo dopo, ed a seguito di una sollecitazione indotta da un forte terremoto vesuviano o campano.
Il centro eruttivo sarebbe ubicato nella zona centro-orientale del comune di Pozzuoli o nella fascia litoranea prospiciente, con conseguenze disastrose facilmente immaginabili, anche per la concomitanza del maremoto che accompagnerebbe l'eruzione. Il testo propone, per il Vesuvio, dei suggerimenti operativi originali atti a ridurre i danni di un'eruzione - certo molto lontana nel tempo- fra i quali lo spostamento del piume vulcanico e l'impedimento della formazione delle nubi ardenti e del tappo lavico terminale; per i Campi Flegrei suggerisce la destinazione alla popolazione puteolana, attualmente esposta ad alto rischio di eruzione, dell'adiacente ex area industriale di Bagnoli. Il libro termina con una critica ai piani di evacuazione, i quali non hanno tenuto conto del carattere del Napoletano, la cui storia plurimillenaria, riportata ad hoc, lo ha abituato a fidarsi soltanto della propria autonomia decisionale.
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CAUSE NATURALI DEL RISCALDAMENTO GLOBALE

E’ stato dimostrato, che l’aumento osservato della temperatura dell’aria a scala planetaria è stato causato, per l’86%, dall’incremento della (I) evaporazione connessa all’incremento osservato della temperatura superficiale degli oceani, (II) dell’irraggiamento solare e dell’attività vulcanica. L’aumento della tensione di vapore connesso all’incremento della temperatura, (0.15°C) dovuto ai gas serra, causando una diminuzione dell’evaporazione e quindi dell’effetto serra del vapor d’acqua, ha ridotto loro contributo a 0.08°C (0.06°C di origine vulcanica e 0.02°C di origine antropica). Analogamente, l’aumento della tensione di vapore nell’aria, causato dall’incremento della temperatura dell’aria dovuto ai predetti fattori naturali, determinando una diminuzione dell’evaporazione dall’oceano e quindi una minore spesa per l’evaporazione stessa, insieme all’aumento dell’irraggiamento solare, ha causato l’89% dell’aumento osservato della temperatura superficiale degli oceani.
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PREVISIONE E PREVENZIONE A LUNGO TERMINE DEGLI EVENTI CATASTROFICI

(Parte prima: sistemi vulcanici, tettonici ed oceanici). La semplice applicazione del principio della costanza della potenza media ai sistemi vulcanici, tettonici ed oceanici esaminati ha consentito di prevedere, a lungo termine, la loro condizione di criticità, che prelude una imminente evoluzione catastrofica, A tale risultato si è pervenuti, indipendentemente, applicando anche la mappa Palumbo e la sua orbita. Entrambi i modelli hanno evidenziato l’importanza degli eventi più lievi nel rilascio di energia e quindi nel procrastinare e nel ridurre l’intensità degli eventi estremi.
Quando un sistema si trova in condizioni di criticità, l’azione di una sollecitazione esterna, anche se debole, può essere determinante nel provocare una catastrofe. Sono state pertanto identificate le predette sollecitazioni verificandone l’eventuale risposta dei sistema. In caso affermativo, a correlazione forniva un altro segnale premonitore, a breve termine, della criticità del sistema, Fra le sollecitazioni triggeranti dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche sono state identificate le maree terrestri, quelle geomagnetiche, le onde sismiche e l’attività solare.
Le sollecitazioni delle maree terrestri hanno effetto soltanto quando una faglia si trova in una particolare direzione rispetto alla sollecitazione mareale. La ricerca di correlazione fra maree terrestri e terremoti ha, pertanto, significato soltanto se viene eseguita a scala locale, in quanto il
diverso orientamento delle faglie a scala ampia è causa di interferenze che mascherano del tutto il segnale ricercato. Nonostante ciò, anche un’indagine a vasta scala (cfr. nota Gravitational and geomagnetic tidal sources of earthquake triggering), sui maggiori terremoti dell’area italiana e pacifica (escludendo le repliche, ossia gli aftershocks), ha evidenziato una correlazione altamente significativa fra le sollecitazioni delle maggiori componenti L1, S1 ed L2, della marea geomagnetica ed i terremoti, con un fattore di ampiezza molto elevato, risultati che lasciano ipotizzare un effetto di magnetostrizione prodotto dalle oscillazioni magnetiche in seno alle faglie, responsabile della sollecitazione dei terremoti, nelle aree sismotettoniche attive e prossime alla condizione di criticità. Un tale effetto spiegherebbe anche la significativa correlazione ottenuta dalla comparazione dei predetti terremoti con l’attività solare.
L’osservata sollecitazione delle onde sismiche provenienti da terremoti regionali nell’innesco di terremoti, circostanza marcatamente rilevata in Afganistan nel 2002 e più recentemente nel 2005, nel SE asiatico, a seguito del forte evento di magnitudo 9 del 26 dicembre 2004, ha confermato il ruolo efficace delle onde sismiche nel perturbare gli equilibri in seno alle faglie attive in condizioni di criticità. Lo stesso meccanismo è stato ipotizzato per spiegare il verificarsi delle eruzioni vulcaniche a seguito di terremoti regionali.
(Parte seconda. Evidenze contro il mito dell’effetto serra). Fino a poco tempo fa, si riteneva che la riduzione dell’ozono stratosferico costituisse una catastrofe prodotta dall’uomo. A quel tempo venne dimostrato che il fenomeno era dovuto a cause naturali (Palombo 1992) ed oggi non se ne parla più. Lo stesso accadrà per l’effetto serra,
Sono stati preliminarmente esaminati e criticati i risultati incerti, insignificanti e dibattuti del presunto aumento della temperatura dell’aria, (non confermato dalle osservazione dei satelliti), e quelli dei modelli di circolazione globale. È stato quindi dimostrato, che il sistema climatico, al pari di tutti gli altri sistemi naturali, è un sistema elastico, cosa che ha consentito di stimare la risposta elastica attuale del clima alla recente ‘piccola glaciazione”, verificatasi fra la fine del 15° e quella del 19° secolo. E stato enfatizzato il dubbio effetto diretto dell’attivilà solare sul clima, perché il suo max aumento si verifica nelle componenti ad alta frequenza assorbite dall’alta atmosfera. È stata dimostrata, invece l’efficacia di quello indiretto, che agisce attraverso due meccanismi: (I) max attività solare > min radiazione cosmica => min ionizzazione => min nuvolosità => min albedo dalle nubi => max T;
(II) max attività solare => max dinamo terrestre => max temperatura superficiale degli oceani => max evaporazione => effetto serra > max T. I predetti meccanismi spiegano anche la ottenuta significativa anticorrelazione fra attività solare e piovosità.
È stato dimostrato, infine che, l’effetto solare più quelli dovuti (I) alla diminuzione del numero delle più violente eruzioni vulcaniche (II) ed alla risposta elastica del sistema clima alla recente piccola glaciazione spiegano l’attuale aumento secolare nei valori osservati della temperatura media globale dell’aria, che potrebbe raggiungere, per le cause naturali esaminate, 1.27° C nel 2050.
L’eventuale effetto serra di origine antropica, se fosse reale, andrebbe ad aggiungersi a quello dovuto alle cause naturali, (ignorate dalla ricerca scientifica), in modo che, nel 2050, l’aumento complessivo sarebbe di 3.29° C. Un valore, tanto elevato e verificato in un intervallo di tempo così breve, mai registrato nella storia del Pianeta, avrebbe effetti catastrofici per la vita. Sono stati
suggeriti alcuni rimedi di geoingegneria per prevenire i] disastro, Se fosse vera l’ipotesi “effetto serra”, la proiezione (zoomata) dei risultati sui Mediterraneo lascerebbe presagire, nel prossimo ventennio, la tropicalizzazione della regione ed il sensibile spostamento verso Nord delle aree climatiche attuali.
Analoghi risultati sono stati ottenuti dallo studio dettagliato della crescita degli oceani, imputata per intero all’effetto serra da]la letteratura, e che qui viene, invece, interamente spiegata dagli effetti delle eruzioni vulcaniche, degli incendi e della pioggia. Anche in questo caso, se le proiezioni dei modelli di circolazione globale fossero attendibili, cosa contestata dai risultati della presente analisi, il livello degli oceani crescerebbe nei prossimi decenni di 30 centimetri, mettendo a rischio località come Venezia e la foce del Nilo.
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IL MISTERO NEL FENOMENICO

In filosofia, già Platone e Kant, i massimi filosofi di tutti i tempi, affermano, rispettivamente, di sapere di non sapere’ e che ‘la cosa in sé esiste, ma mi sfugge’. I filosofi moderni, da Heidegger a Wittgenstein a Russel, seguendo la via percorsa dai veri scienziati, diretta verso la semplicità originaria, hanno scoperto, nel linguaggio poetico elementare, la via più probabile verso la misteriosa conoscenza.
Recentemente, la scienza si è trovata davanti al mistero dell’onda-particella, e sta ancora tentando di superarlo. Anche nella fede, la parola del Signore ha un contenuto misterioso, che riusciamo a comprendere solo in parte. A volte, ci avviciniamo ad essa attraverso la scienza, mirando le leggi dell’universo e, più spesso, la sua sconfinatezza e l’incomprensibilità di gran parte dei suoi fenomeni.
Il mistero è comune alla ragione e alla fede. Senza lo sforzo congiunto della forza penetrativa della ragione e lo slancio della fede, il mistero è rimasto per secoli ancora più fitto, anche perché, dopo Galileo, scienza e teologia hanno formulato teorie astratte e complicate, allontanandosi fra loro. Si può cercare, però, un punto d’incontro, ritornando alla semplicità originaria della scienza.
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SAGGIO INTERDISCIPLINARE
FILOSOFIA, ARTE, STORIA E RELIGIONE SECONDO LA SCIENZA


Il libro percorre gli itinerari seguiti dalla filosofia, dall’arte e dalle religioni per la ricerca della verità, arrivando a dimostrare che i risultati conseguiti dalle diverse discipline, anche se espressi in linguaggi differenti, sono simili fra loro, e sono gli stessi di quelli ai quali è pervenuto il pensiero scientifico moderno.
Questa conclusione ha suggerito l’investigazione della realtà in chiave multidisciplinare, per meglio definirla; la ricerca di un modello scientifico riduzionistico del fenomenico naturale e di quello spirituale ha suggerito altresì di superare l’ipotesi, non più sostenibile, che l’uomo, parte integrante della natura, sia pervenuto sul Pianeta da un altro universo e sia, quindi, governato da principi diversi. Il benessere dei nostri giorni dovrebbe servire per potenziare la ricerca della verità, la sola in grado di consentire al singolo di costruire il suo paradiso di felicità ad iniziare da questa Terra, ed all’umanità la capacità di distogliere la tensione violenta verso la natura e verso se stessa, indirizzandola verso il perseguimento della conoscenza.
Il libro si sofferma sull’esigenza di studiare il fenomeno “guerra” per poi affrontarlo adeguatamente onde sconfiggerlo, facendo eco alle esortazioni di Giovanni Paolo Il.
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ORIGINE E IMMORTALITÀ DELL’ANIMA

Tutte le leggi fisiche sono valide nell’ambito di un ristretto intervallo di definizione, oltre il quale riservano notevoli sorprese, qui evidenziate dall’analisi grafica dei sistemi dinamici, come la trasformazione catastrofica di punti attrattori (il buco nero) in punti repulsori (in seno al big bang, la repulsione dei quark in seno ad un protone).
Ciò vale anche per l’interazione elettromagnetica e.m. che genera e governa i reami del vivente e del pensante. La radiazione solare, interagente con composti chimici, originò nell’acqua, la prima cellula vivente, del tutto differente dai suoi elementi.
Una radiazione ha mutato il gene MYH16 di un ominide, generando un uovo difettoso, da cui un diverso: il primo uomo.
L’interazione risonante fra il campo e.m. esterno e quello connesso al moto accelerato degli ioni nelle strutture cerebrali, generatori delle facoltà “spirituali” dell’uomo, ossia dell’anima, guidata dalla volontà, può ampliare la sfera dell’appreso a spese di quella dell’innato ed amplificare le onde forzate emesse dall’interazione, in modo che esse possano propagarsi anche all’esterno del corpo e sopravvivergli nel vuoto che permea e costituisce tutto l’universo e quanto al di fuori di esso.
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IL SILENZIO DI DIO NEL LINGUAGGIO DELL’UNIVERSO

Nel corso degli anni scorsi, l'interesse di una sintesi degli approcci esoterici, religiosi e scientifici della Conoscenza cresce continuamente. Tale sintesi può trovarsi nel libro scientifico e divulgativo di A. Palumbo, la cui ricerca ha tradotto, in termini scientifici, la visione della realtà, e quella dei valori umanistici, sociali e culturali in senso lato.
A. Palumbo mostra un parallelismo tra la prospettiva della fisica, della religione e dei miti antichi, dal punto di vista storico, richiamando e coniugando cioè le informazioni più antiche e quelle contemporanee. Si tratta di una ricerca pionieristica che mette insieme i risultati recenti della fisica, della biologia e dell’arte. Il libro è per questo motivo interessante nelle sue prospettiva unitaria della Conoscenza. In esso, i fenomeni naturali ed i processi che hanno luogo al del microcosmo, dall'organizzazione della materia ai sistemi meccanici, agli organismi viventi, alla società, al sistema Terra, a quelli del macrocosmo sono inquadrati ed esposti in una visione unitaria della realtà.
Appoggiandosi sulle analogie riscontrate nell'organizzazione della realtà nei suoi livelli vari, l'autore propone il proprio "modello di interpretazione del linguaggio dell'Universo"che va dalle radiazioni cosmiche alle interazioni che si verificano in seno alle cellule ed agli organismi viventi. Espone l’origine della vita nel "brodo oceanico" causata dell'azione di radiazioni
elettromagnetiche, per poi seguirne l’evoluzione legata alle variazioni delle condizioni dell'ambiente ed essenzialmente alle mutazioni casuali. In questo quadro evolutivo, governato dall’interazione elettromagnetica, inserisce la nascita e lo sviluppo dell’uomo.
Il modello simula ed interpreta numerosi fenomeni tuttora non spiegati dalla scienza come, per esempio, i ritmi biologici, l’omeopatia, la rabdomanzia, la natura dell'anima umana e la sua stessa immortalità.
La conclusione finale e più importante ottenuta dal Prof. Antonino Palumbo oltre a quella di aver indicato la possibilità di spiegare fenomeni sconosciuti mediante la fisica, è quella di aver mostrato come Dio governi il Cosmo e l’Uomo, attraverso meccanismi fisici.
Il libro di A. Palumbo è sostanziale nel suo senso conoscitivo, usa un linguaggio accessibile anche ad un lettore non preparato e contiene idee nuove non pubblicate in precedenza dalla letteratura scientifica. Il livello della presentazione dei problemi e la loro interpretazione scientifica, il libro può essere messo vicino ad una serie di tali edizioni come "Dio della fisica" di F. Capri, "Irruzione del passato" di G.I.Shvebs e molti altri. L'edizione del libro di A. Palumbo è tempestiva ed utile per un lettore di massa.

A.G.Ivanenko: Dottore di scienze geografiche, Professore dell’Università Ecologica Statale di Odessa
V.V.Belov: Candidato di scienze geografiche, Docente dell’Università Ecologica Statale di Odessa

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DALLA FISICA ALLA METAFISICA

Il libro è diviso in quattro capitoli. Il primo (Il limbo) riporta una breve sintesi della storia della Conoscenza, il secondo (l’inferno) i fondamenti del pensiero scientifico e filosofico, il terzo (il purgatorio) le discrepanze insite negli approcci della cultura, il quarto (il paradiso) un nuovo modello interpretativo della realtà comprensiva dei reami dell’inerte, del vivente e del pensante. Il modello è sintetizzato nella versione inglese di questo sommario.


Presentazione del Rettore dell’Università Federico II di Napoli

Ho letto con interesse il libro di Antonino Palumbo, ordinario di Meteorologia ed Oceanografia di questo Ateneo, “Dalla Fisica alla Metafisica” nel quale viene trattata una materia complessa presentata però a mo’ di saggio narrativo, con linguaggio fìgurato ed accessibile anche ai non addetti ai lavori.
Egli enfatizza innanzitutto il molo costruttivo dell’umiltà nella Scienza, guida e riferimento di quei pensatori di ogni tempo, da Socrate a Platone a Galileo a Kant a Pascal a Rita Levi Montalcini, che hanno segnato le tappe fondamentali della conoscenza e ripercorre in sintesi la storia del pensiero scientifico evidenziando i limiti non soltanto di antiche teorie, ma anche degli approcci metodologici più recenti e proponendo in termini fisici un modello interpretativo del fenomenico, esteso anche alle manifestazioni del]a sfera della spiritualità dell’uomo.

Il Palumbo riporta anche delle applicazioni pratiche dei principi scientifici esposti a problemi attuali: dalla fame nel mondo alla previsione delle catastrofi naturali, al benessere psico-fisico dell’uomo.
Le argomentazioni trattate riguardano direttamente l’uomo e la cultura moderna ed esse sono esposte, con uno stile proprio dell’autore, attraverso un ampio spettro disciplinare che investe Storia, Filosofia, Psicologia, Politica, Economia, Mitologia, Religione, Arte, Logica e Scienza.
Per quest’ampiezza culturale il libro potrà essere letto con interesse dagli studenti di tutte le facoltà e dai ricercatori, curiosi di conoscere cosa accade nel mondo scientifico e che potranno trovare risposte soddisfacenti anche nella estesa bibliografia riportata.

Guido Trombetti

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LA TEORIA DELLE STRINGHE, CANDIDATA PER UNA TEORIA DEL TUTTO

La comparazione del modello esposto nel libro “Dalla Fisica alla Metafisica” sull’origine e l’evoluzione dell’universo con la teoria delle stringhe ha consentito di candidare quest’ultima a teoria generalizzata del tutto, proprio perché il predetto modello é esteso anche ai reami del vivente e del pensante. E’ stato mostrato, infine, un possibile effetto dell’azione di oscillazioni quantistiche di stringhe sul dominio di coerenza dell’acqua cerebrale e quindi sulla crescita dell’entropia negativa nell’attività del cervello con i suoi benefici effetti sullo sviluppo dell’uomo e della civiltà.
La versione matematica del parallelismo fra il modello proposto e la teoria delle stringhe e la rappresentazione del modello stesso secondo le equazioni dei termini D della teoria delle stringhe sono esposti rispettivamente nelle Appendici 1 e 2 del testo..
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UN SEMPLICE MODELLO CHE SPIEGA IN MANIERA PIÙ ELEMENTARE ALCUNE DEFINIZIONI DELLA RELATIVITÀ E NE SUPERA LE SUE DISCORDANZE

Viene qui proposta una diversa e più semplice spiegazione dei concetti di onda-particella, spazio-tempo ed orbita dei pianeti. Si esamina poi la relazione newtoniana, in corrispondenza di valori della distanza estremamente esigui, mostrando che la forza attrattiva si trasforma in una forza repulsiva crescente con la distanza. Ciò ha consentito di spiegare l’origine dell’universo o di una stella da un buco nero, la forza inflazionaria nell’universo, la forza repulsiva dei quark nei protoni, l’energia oscura, le proprietà del vuoto e di superare la contraddizione fra il modello cosmologico di concordanza, e quindi della Relatività Generale, con le recenti osservazioni del satellite Wmap.
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RISCHIARE CON DIO
(DOPO EINSTEIN: UN MODELLO ALTERNATIVO ALLA RELATIVITA')


Il tempo, lo spazio, la massa ed il vuoto sono enti astratti, indipendenti ed estranei alla realtà: energia in continua trasformazione, eterna nella sua mutevolezza. La fisica, evitando di identificarli, ne ha studiato le mutue relazioni, pervenendo a definizioni difficili e complesse, e fornendo rappresentazioni della realtà limitate e ristrette a pochi fenomeni.
Nessun modello fisico spiega, infatti, la genesi né riesce a prevedere l’evoluzione di quasi tutti i sistemi naturali perché complessi e caotici, perché non si conosce che cosa sono la complessità e la caoticità e soprattutto perché esistono. Non si sa perché la luce a volte si comporti come particella ed a volte come onda, perché il suo percorso s’incurvi quando incontra un corpo celeste, o venga dispersa quando ne incontra uno estremamente piccolo e perché venga assorbita da un buco nero, perché i pianeti orbitino intorno alle stelle. Si ignora che cos’è il vuoto e perché possiede tutte le proprietà del pieno, compresa la capacità di essere attraversato dalle onde elettromagnetiche, di generare campi elettromagnetici, di creare particelle e di fornire l’energia all’universo. Non si conosce che cosa sia la materia e l’energia oscura, dette così perché del tutto ignote anche se costituiscono più del 95% dell’esistente. Perché l’universo si sta espandendo con velocità crescente, perché i quark si respingono con una forza newtoniana inversa in
seno ad un protone, Che cosa sono in realtà lo spazio, il tempo, la massa ed il vuoto? Non sono stati neppure investigati dalla fisica fenomeni concreti come l’attività del sistema nervoso e di quello immunitario, i messaggi dell’arte e tutte le manifestazioni dello spirito, mentre neppure i modelli più avanzati, come la Relatività Generale, in disaccordo con la Meccanica Quantistica e non confermata dalle osservazioni del satellite Wmap appaiono più sicuri e generali. Per queste e molte altre incertezze e limitazioni, i modelli della fisica, vengono continuamente superati, anche se talora l’autorevolezza dei proponenti ne ha consentito una sopravvivenza lunga venti secoli dopo Aristotele, quattro dopo Galileo ed uno dopo Einstein. Sulla validità del metodo sperimentale di Galileo, ripresentato e perfezionato da Karl Popper non si discute. La vastità e l’importanza dei fenomeni e delle realtà ignorate possono, però dar credito a Peirce, secondo il quale i principi stessi della scienza sono vincoli che imprigionano il pensiero. Senza arrivare a tanto legittimo pessimismo, pur nel convincimento che errare sia umano, ma perseverare diabolico, questa investigazione ha seguito Popper, sostituendo una nuova ipotesi a quelle precedenti e basandosi su due soli fondamenti: L’evento iniziale (Big Bang o altro) e la conservazione dell’energia.
La forza nucleare forte determinò l’evoluzione catastrofica ed improvvisa del buco nero primordiale, il quale scagliò tutt’intorno pacchetti di energia raggiante, alcuni dei quali si trasformarono perfino in particelle. Gli enti, come lo spazio, il tempo, la massa ed il vuoto furono estranei a quell’evento, caratterizzato soltanto da una successione di stadi evolutivi, a ciascuno dei quali l’uomo ha attribuito un “tempo”, per designarne la posizione della successione ed uno “spazio”, per indicarne e differenziarne la morfologia.
Per il principio della conservazione, ciascuna particella si oppone alle forze esterne, mostrando un’inerzia, che Galileo definì “la massa” e che si oppone ancora all’azione di un’onda elettromagnetica disperdendola, oppure costringendola a circuirla.
Analogamente, ogni stadio evolutivo, per conservare la propria individualità morfologica (lo spazio) ed il suo ordine nella successione degli stadi (il tempo), reagisce, rispettivamente, all’intrusione di una massa oppure di un tempo nel proprio dominio.
Il modello proposto si basa sull’osservazione di altre proprietà, oltre all’isocronismo, scoperto da Galileo nell’oscillazione del sasso da lui utilizzato, osservazioni che il lettore può ripetere facilmente, usando una successione di masse uguali fra loro e sospese a cordicelle di pari lunghezza. Noterà che, se le masse sono a diretto contatto e sposterà la prima di una certa elongazione lasciandola poi cadere sulla seconda, soltanto l’ultima di esse si sposterà dalla posizione originaria di una elongazione più o meno uguale a quella della prima massa. Sottrarrà poi, a caso, alcuni pendoli della successione ed imprimerà a questi oscillazioni casuali diverse fra loro. Ripeterà l’esperimento di prima e noterà che la perturbazione introdotta dallo spostamento della prima massa spostata non si propagherà fino alla fine a causa delle successive interferenze. Potrà allora leggere le prime tre pagine del primo capitolo del testo nel quale è dimostrato che tali esperimenti elementari hanno spiegato perché un’onda acustica o termica non si propaghi nel vuoto, perché invece ciò sia possibile per un fotone, come e perchè avviene il fenomeno della diffusione, perché il percorso di un fotone s’incurva in corrispondenza di una massa.
Mediante questi semplici esperimenti e ragionamenti elementari, il libro fa risalire il perché dell’origine dell’universo e della vita, rispettivamente all’inversione della forza newtoniana fra le stringhe o le particelle al disotto di una determinata distanza ((cfr section 3 n. 12 -8), ed alla necessità, per l’evoluzione, di creare un sistema “la vita” più complesso ed interattivo, governato anche dall’interazione elettromagnetica, per conservare il proprio ritmo evolutivo, per il principio generalizzato della costanza della potenza media E/t = kv (cfr, section 1 - Importanza dei piccoli eventi). Il testo ha attribuito il perché della osservata evoluzione nel sistema universo e nel sistema vita, alla scelta della via più dinamica e più efficiente per la sua realizzazione.
Ha infine mostrato la presenza nell’uomo di tutte e tre le forze fondamentali: (I) la radiazione cosmica originata dalla forza nucleare forte, che ha generato l’uomo e ne potenzia l’attività cerebrale e quindi spirituale, (II) quella elettromagnetica che governa i processi biologici ed ovviamente (III) quella gravitazionale, alla quale è soggetto tutto ciò che risiede sulla superficie terrestre. Questa posizione privilegiata e singolare nell’universo conferisce all’uomo, al suo destino ed alle sue opere perfino a quelle artistiche, un significato concreto bene interpretabile dalla scienza.
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OMEOPATIA, FRA NATURA E SCIENZA Leggi il testo integrale >>

La teoria dei sistemi, che ha conseguito notevoli successi nella ricerca della genesi e nella previsione dell’evoluzione dei sistemi naturali, può sortire importanti risultati se applicata al sistema psico-fisico uomo. Per questo motivo, il testo riportata in sintesi gli approcci metodologici seguiti dalla teoria ed i suoi risultati.
Parte dalla constatazione che, al pari di tutti gli altri sistemi dell’universo, l’uomo è un sistema dinamico unico ed indivisibile, complesso e caotico, è governato dal principio della criticità auto-organizzata e per questo molto sensibile all’azione delle perturbazioni esterne. I farmaci molto aggressivi eliminano i malanni a breve tempo, ma nel contempo, turbano i sistemi nervoso ed immunitario, inficiano la loro azione protettiva e quindi la loro capacità di debellare sul nascere i malanni gravi, i quali hanno tutto il tempo di mutare e di irrobustirsi prima che il medico li accerti e cerchi poi di combatterli, quando è spesso troppo tardi. Questo sarebbe confermato dall’assenza di patologie gravi nelle popolazioni aborigene che avevano esercitato e quindi rafforzato le loro difese immunitarie.
I risultati della scienza sono quelli ottenuti mediante l’analisi di esplorazione (Exploratory analysis) e dei test di conferma (confirmatory analysis). Secondo la medicina ufficiale, l’omeopatia si baserebbe essenzialmente
sull’exploratory analysis ed i suoi test non supererebbero la confirmatory analysis, e pertanto non avrebbero significato scientifico.
Una recente indagine condotta per conto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha accertato che, durante lo scorso secolo, il numero delle malattie infettive è diminuito dal 50 al 5%. Contemporaneamente è aumentato, nella stessa misura il numero delle patologie cronico-degenerative.
Nasce, pertanto il legittimo sospetto che tale significativa correlazione inversa, riscontrata nei tempi lunghi, possa attribuirsi all’azione dei farmaci, responsabili sia del decremento nel numero delle malattie infettive, sia dell’incremento di quelle degenerative, legato all’indebolimento dei sistemi nervoso ed immunitario indotto dai farmaci stessi.
In attesa che la medicina non smentisca una tale ipotesi, si può affermare che i suoi prodotti non hanno superato la confirmatory analysis nei tempi lunghi. Pertanto, entrambi i rimedi non hanno valore scientifico.Il rischio di produrre effetti sui sistemi cerebrale ed immunitario non si corre invece assumendo rimedi omeopatici, i quali, invece, nel rispetto dell’equilibrio dell’ecosistema uomo, cercano di potenziare, per via elettromagnetica, i suoi meccanismi di autoregolazione, anche se, secondo la medicina ufficiale, non hanno sempre sortito i risultati perseguiti, probabilmente perché occorrerebbe una terapia molto più lunga di quella praticata per rieducare un sistema indebolito dai farmaci e dalle mutate condizioni ambientali.
Il testo ricorda, infatti che i sistemi appartenenti al reame del vivente sono governati dall’interazione elettromagnetica, la quale presiede anche alle reazioni chimiche che in essi si verificano.
Spiega i rimedi omeopatici in termini di interazione risonante fra i campi e.m. connessi al flusso delle molecole madri ionizzate ingerite dall’organismo con quelli associati al moto degli ioni nel sistema cerebrale ed in quello immunitario.
Mostra, in generale, che l’omeopatia utilizza, a scopo terapeutico, gli stessi strumenti tecnologici costruiti sulla base dei risultati della fisica, recentemente usati con enorme successo a scopo diagnostico dalla medicina ufficiale.
Fornisce una nuova interpretazione degli effetti delle onde ELF, basata sulla magnetostrizione, proponendone correzioni, affinamenti e l’uso in sinergia con la musicoterapica.
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IL VUOTO
(IL QUARTO REAME DELL'UNIVERSO: QUELLO DELLE ANIME
)

Sulla consistenza del pensiero scientifico Leggi il testo integrale >>

Le epoche storiche sono caratterizzate dalla prevalenza di una forma culturale rispetto alle altre; quella attuale è definita l’era della scienza. Essa, però attraversa un momento di crisi, la cui persistenza potrebbe condurre l’enorme sviluppo tecnologico in atto, non sorretto da una parallela evoluzione delle discipline di base, verso un punto di singolarità, peraltro non lontano.
D’altra parte non è affatto vero che la scienza conosce ogni cosa, dalla materia ed energia nota che rappresentano meno del 5% di quello realmente esistente in natura, per cui più del 95% è ignoto ed detto pertanto oscuro, all’incapacità di scoprire la genesi e di prevedere l’evoluzione di quasi tutti i sistemi naturali, fino al mancato tentativo del pensiero scientifico di spiegare i fenomeni che appartengono alla sfera della spiritualità dell’uomo.
Tanta arretratezza è forse dovuta alla piccola frazione (10%) della capacità del cervello utilizzata dall’uomo ? La filosofia potrebbe a buon diritto perfino chiedere alla scienza le prove oggettive sulla consistenza dell’osservazione della realtà sensibile. Come spiega lo scienziato , per esempio, quando riesce a visualizzare un protone che è ad un tempo onda e particella ?

Le informazioni fornite dall’ambiente ai sensi sono la conseguenza del moto di cariche elettriche nelle terminazioni presinaptiche. Una radiazione del visibile genera nell’occhio umano un impulso elettrico che cambia con la composizione della radiazione, in modo che, quando quest’impulso raggiunge le zone del cervello adibite alla visione, si forma una “sensazione” di colore. In natura esistono pertanto solo le radiazioni, che appaiono all’uomo come colori, e che differiscono da quelli percepiti dagli animali.
Lo stesso vale per le altre sensazioni gustative, acustiche, olfattive e tattili, tutte provenienti da vibrazioni materiali concrete e che l’uomo può solo identificare come realtà sensibili e perciò ideali.
Aveva forse ragione Fiche, quando affermava che è lo spirito creare la materia, ricollegandosi ai sofisti, secondo i quali l’uomo è la misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono (le particelle), e di quelle che non sono in quanto non sono (il vuoto) ? Oppure hanno ragione Bruno, Max ed Engels quando asseriscono che è la materia a creare lo spirito, come è stato confermato dalla neurologia ?
Il vuoto è l’ente più importante e più sconosciuto dell’universo, ha un’estensione pari a 1047 volte quella del pieno (Palumbo Verso il vuoto), crea continuamente particelle, genera il campo elettromagnetico che lo attraversa, fornisce l’energia all’universo.
Il libro affronta questo problema nell’intento di scoprire il quarto reame dell’universo: quello delle anime. Esso enumera alcune fra le numerose evidenze le quali mostrano l’estrema improbabilità, se non l’impossibilità dell’esistenza della vita, così come essa ci appare, in un altro sito dell’universo. Essa sarebbe dunque un suo imperativo cosmico, un momento essenziale del ciclo dialettico scandito dall’evoluzione, attraverso la quale l’universo è passato dal vuoto, il dominio della massima coerenza e quindi di entropia negativa, alla fase di massima incoerenza, o di entropia negativa nel momento del Big bang e da questo a quello dell’inerte, le cui particelle, comparse nelle fornaci stellari, si sono via via aggregate per formare i corpi celesti e quindi le stelle, le quali poi implodono in buchi neri, dai quali nasceranno altre stelle ed il ciclo continua.
L’inerte costituisce pertanto un sottoinsieme del macrosistema cosmico che ne ripete il ciclo evolutivo.
Il reame dell’inerte ha generato quello del vivente, un momento caratterizzato da entropia negativa e da bassa energia, con frequenza dell’ordine degli hertz (Palumbo Omeopatia), che però degrada nel reame dell’inerte.
Dal reame del vivente è nato quello del pensante, il momento successivo dell’evoluzione, un sistema dotato di un cervello, il sistema più perfetto nella sua imperfezione, in grado di pensare e di interloquire quindi con l’essenza stessa del creato.
Le onde forzate risultanti dal sincronismo fra oscillazioni pregiate esterne, con quelle del dominio di coerenza dell’acqua cerebrale costituiscono le manifestazioni spirituali dell’uomo, ossia la sua anima. Basti pensare alle emozioni, un insieme di onde forzate emesse dal cervello e prodotte dall’interazione risonante temporanea con le onde esterne (acustiche, visive, ossia musicali, pittoriche, paesaggistiche, etc,).
L’unica interazione immaginabile, che sia pregiata e durevole, può solo avvenire fra onde forzate emesse dal pensiero e quelle sincrone del dominio di coerenza del vuoto, dove non vi è possibilità di interferenze. Le onde risultanti da tale interazione costituiscono il dominio delle anime.
Queste onde, reali e presenti durante la vita, tipiche del dominio di coerenza delle vibrazioni del vuoto, vengono da queste captate, e, successivamente amplificate e trasportate, allo stesso modo con il quale le onde sonore ricevute dal microtelefono cavalcano le onde elettriche del cavo telefonico e si propagano a enorme distanza, dove l’apparecchio telefonico dell’ascoltatore, elimina le onde trasportatrici del cavo telefonico e seleziona quelle acustiche che egli così percepisce.
In questo modo, il ciclo dialettico dell’universo, il quale, partito dal dominio delle vibrazioni coerenti del vuoto, caratterizzate dalla massima entropia negativa, genera, quello della massima incoerenza (entropia positiva) in seno al Big bang, determina domini di coerenza via via crescenti nei reami dell’inerte, del vivente, del pensante e delle anime, mediante le quali il ciclo si chiude per ritornare al dominio della coerenza iniziale precedente al Big bang.
L’anima è reale e presente; si manifesta e concretizza attraverso queste onde emesse dal cervello le quali si propagano nel dominio delle vibrazioni coerenti del vuoto ove viaggiano, senza interferenze ed attenuazione e perciò per sempre.
Il cervello assegna ai corpi caratteristiche che essi non hanno. Basti pensare ai colori: un’invenzione del cervello. Noi non osserviamo, infatti, la vibrazione e.m. corrispondente al verde, ma la caratteristica che il cervello attribuisce ad essa (il colore verde).
Segue che l’esistente, e pertanto anche una persona, un’essenza reale, al pari delle vibrazioni, viene colta dal cervello con le caratteristiche che esso le assegna, per cui appare diversa da un osservatore all’altro. La mamma ed il feto sono una sola realtà. Dopo il parto, la mamma osserva il suo bambino in modo diverso da quanto egli era nel suo seno, pur essendo la stessa creatura.
Il mondo concreto (quello vero delle vibrazioni del verde) e quello sensibile o ideale, ( il colore percepito del verde) sono pertanto due aspetti della stessa realtà. Allo stesso modo, una persona vivente (la sua essenza vera: l’ anima) e quella sensibile o ideale (come noi la vediamo) sono due aspetti della stessa persona, perciò la morte non esiste, ma è un’invenzione dell’uomo. A ciò si aggiunga che anche il tempo è un’invenzione dell’uomo, per cui non esiste differenza fra presente e futuro e quindi fra una fase e l’altra del divenire, ma esiste soltanto il divenire. Di esso cogliamo gli stadi e li distinguiamo come momenti della loro successione ed attribuiamo a loro una sequenza di tempi. Un’operazione, pertanto tutta inventata dal cervello.
Le anime, ossia le onde vere emesse durante la vita di una persona, a noi apparente reale, non possono estinguersi senza violare il principio della conservazione, ma vivono nel dominio della coerenza del vuoto. Possiamo collegarci con altre anime, indifferentemente nelle due fasi, entrambe singolarmente soltanto apparenti perché esprimenti ciascuna un momento dell’evoluzione, sia mediante un sorriso, sia attraverso le nostre onde, esprimenti sentimenti, emozioni, etc. che anche noi, a par loro, emettiamo ed “affidiamo” continuamente al dominio di coerenza delle vibrazioni del vuoto. Ecco il Paradiso.
In questo dominio eterno ed assoluto vi è la co-presenza delle anime di ciascuno e di tutti. In termini filosofici, ciò equivarrebbe ad affermare che il non essere (il vuoto) è condizione essenziale per la nascita dell’essere (l'universo materiale) e perché esso ridivenga non essere: propter non esse => esse => per non esse.
Come la costante cosmologica è una forma presente di materia o energia, per cui non ci sono veri universi vuoti, anche la vita delle anime è una forma di realtà eterna ed omnipresente.
Quando il pittore dipinge d’azzurro il manto della Vergine, ritrasmette all’esterno quelle onde di lunghezza d’onda intorno a 0.475 micron. Ecco un micro ciclo dialettico, attraverso il quale una radiazione (reale) diventa colore sensibile o ideale, nel cervello del pittore, che poi egli ritrasforma in radiazione (reale). Realtà ideale (colore) e materiale (radiazione) sono pertanto due aspetti della stessa realtà che trovano la loro sintesi nell’uomo.
Allo stesso modo, l’aspetto fisico da noi attribuito ad una persona e le sue espressioni da noi colte, ossia la sua consistenza sensibile o ideale e quella materiale, la sua anima, sono due aspetti reali e distinti che trovano la loro sintesi nell’uomo.
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Οικουμενη
P E R C H E’ ?
(Proposta di una teoria del Tutto comprensiva dei reami del vivente, del pensante e dello spirito)


Francesco esclamava: L’Amore non è amato perché non è conosciuto. In passato, l’uomo perseguiva la conoscenza seguendo il linguaggio comprensibile dei profeti, dei filosofi e degli artisti, e successivamente, quello semplice della rivelazione e della vera scienza, la quale, nelle sue continue contraddizioni, manifesta l’enorme distanza dalla Verità, distanza che la sola arida ragione non può ridurre senza il contributo delle altre facoltà dell’intelletto.
Recentemente, la Chiesa da una parte (col Vaticano II) per farsi comprendere dal mutato linguaggio del popolo, si è privata della lingua forte ed universale del latino, della musica di Bach e di altri compositori, del Canto gregoriano e dei suoi costumi millenari e la cultura umanistica dall’altra, perché forte del suo livello e della sua valenza culturale, ha solo marginalmente interagito col popolo e la cultura scientifica.
Ciò non ha evitato la scristianizzazione dell’Occidente e dell’Europa ed il declino dell’interesse verso le discipline umanistiche, scientifiche di base e teoriche a vantaggio dell’enorme diffusione di quelle sperimentali, applicative e tecnologiche. Tutto ciò sorretto da uno scientismo raziocinante e relativistico, amplificato e diffuso dai mass-media, che propongono soltanto il perseguimento del possesso dei beni materiali immediatamente fruibili, basato sul principio vero = verificabile.

Un principio che poteva valere ai tempi del determinismo riduzionistico di ieri, superato da decenni dalla stessa scienza, messa in crisi, fra l’altro, dalla comparsa delle tre c (complessità, caos e catastrofi) e quindi dall’indimostrabilità della genesi, dalla non prevedibilità e verificabilità dell’evoluzione di quasi tutti i sistemi naturali e perfino dalla completa ignoranza di oltre il 95% dell’energia e della materia dell’universo, dette perciò oscure.
In nome di un tale determinismo, deposto da circa un secolo, l’uomo di oggi, ha negato il suo immenso patrimonio spirituale (fantasia, sentimento, amore, aspirazione artistica, escatologica, etc), privandosi degli enormi benefici indotti sul sistema psico-fisico uomo sulla società e sulla civiltà.
Spogliato dei valori dello spirito, ritenuti un’inutile sovrastruttura arcaica, egli, non soltanto non riesce a comprendere che questo messaggio mediatico non ha alcun contenuto scientifico, razionale ed universale, ma non si è neppure accorto che lo sta conducendo verso l’aggressione selvaggia e violenta in atto contro l’umanità e la natura e la negazione di quella felicità, che egli ricerca ed insegue invano, con frequenza crescente, nelle assordanti discoteche, negli studi di psicologia, di psichiatria, della rinata magìa, negli innumerevoli psicofarmaci, e nei paradisi della droga, dell’alcol e del sesso innaturale.
Nonostante il Vaticano II, la distanza fra il linguaggio della Chiesa e delle discipline umanistiche da una parte e quello della cultura attuale dall’altra, chinata ed appiattita sull’utilitarismo, va divergendo sempre più, perché l’uomo di questo millennio crede soltanto nella scienza, in quanto generatrice della tecnologia che gli offre beni concreti ed immediati.
Nell’intento di contribuire all’avvicinamento di queste due culture, nei libri indicati in bibliografia dei quali si allega l’unito riassunto “Οικουμενη” (la traduzione divulgativa del lavoro scientifico The Theory of String: a candidate for a generalized unification model) si mostra l’attualità del pensiero di Pitagora sulla musicalità dell’universo, espresso in quel lavoro nel linguaggio universale della matematica, che si identifica con quello dell’arte, il solo capace di armonizzare e sintetizzare le molteplici manifestazioni dello spirito e del fenomenico. Ciò nella speranza che la cultura scientifica la quale, come dimostrato, è pervenuta agli stessi risultati di quella umanistica, possa essere accolta dagli umanisti per fornire loro uno strumento attuale di comunicazione ed il solo linguaggio che l’uomo moderno comprende ed è disposto ad accettare.

 
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STORICITA' E IMMANENZA NEI FENOMENI NATURALI

Einstein ha enunciato il principio cosmologico, secondo il quale, a scala molto ampia, la materia conserva la sua densità (massa/volume) nell'universo.

L'autore ha provato che numerosi sistemi naturali si evolvono nel tempo mantenendo costante la potenza media, ossia il rapporto: energia liberata/ tempo, spostando, nel dominio temporale la relazione einsteniana, valevole nel dominio spaziale.

In base a questo principio, un sistema puó liberare l'energia, sia gradualmente, in un tempo lungo, sia catastroficamente in un tempo molto breve.

Questo principio, che regola l'evoluzione di tutti i sistemi dell'universo, è la traduzione scientifica di un concetto filosofico, secondo il quale l'evoluzione, generalmente ciclica, "L'immanenza" si sviluppa sia durante lunghi intervalli di tempo generalmente ciclici (Vico e Nietzsche) sia catastroficamente "storicità ".
 
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