"L’ORMA DEL CREATORE NELLE FORME DELL’UNIVERSO"

CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE ISTITUTO DI CHIMICA E TECNOLOGIA DEI POLIMERI

Pozzuoli, Comprensorio ex Olivetti in Via Domitiana

Il giorno 6 novembre 2007 alle ore 16.00 nell'aula "Corradini” di quest’Istituto, il Prof. Antonino Palumbo dell'Università Federico II di Napoli,

terrà un seminario dal titolo: "L’ORMA DEL CREATORE NELLE FORME DELL’UNIVERSO"

Presentato dal:

Prof. Antonio Rapolla dell'Università Federico II di Napoli

ARGOMENTI:

Attrazione gravitazionale: modello interpretativo e sua verifica
I vortici nella mappa della radiazione di fondo: (corpi celesti: attrazione, forma sferica e rotazione) L’unificazione delle forze
Il magnetismo, l’elettricita’, l’elettromagnetisno, le gocce di elettroni, la fusione fredda
L’inesistenza di pulsar, quasar, burst gamma, collasso gravitazionale, stelle neutroniche, buchi neri, fuga delle galassie, espansione dell’universo e Big Bang
L’inversione del campo magnetico terrestre e solare
I precursori magnetici di terremoti ed eruzioni vulcaniche
Perché la durata del giorno cresce di più di quanto previsto dall’effetto delle maree

La dipendenza delle forme naturali dal fattore aureo e l’autosimilarita’ delle forme
La configurazione degli anelli di Newton che la fisica non spiega (Schrödinger)
La connessione fisica fra le componenti longitudinali e trasversali delle onde, un punto basilare della fisica, non ancora chiarito (Schrödinger).

Le onde oceaniche
Le cellule del cancro: stelle novae in miniatura (genesi, prevenzione e terapia)

SOMMARIO:

I momenti della ricerca sono: l’osservazione del fenomeno, la formulazione di un modello interpretativo e la sua verifica. In questo lavoro, il fenomeno osservato è l’attrazione gravitazionale, l’interpretazione proposta consiste nell’ipotizzata formazione delle masse in seno a vortici cosmici primordiali, un’ipotesi verificata dal confronto con i valori osservati.
Le analogie rilevabili fra le topografie medie isobariche al suolo, la morfologia della superficie solare e la mappa della radiazione di fondo ottenuta dal satellite COBE nel 1992 indicherebbero la presenza di vortici nell’atmosfera terrestre, nella cromosfera solare e nell’universo primordiale. I vortici avrebbero accumulato al proprio centro le particelle, le polveri cosmiche e la materia oscura formando le masse, nelle quali è concentrata l’energia cinetica di tutte le particelle che le hanno costituite. Per il principio di conservazione dell’energia, le masse hanno convertito quest’energia in quella potenziale gravitazionale, formalizzata da Isacco Newton. I vortici hanno fornito alle masse anche (i) il momento angolare di rotazione, e, quando la loro intensità era elevatissima, (ii) una enorme densità. Si dimostra che, tenuto conto dell’effetto della densità, la relazione newtoniana spiega, ovviamente in termini gravitazionali, (iii) anche le forze elettromagnetiche e nucleari fornendo quindi un modello di unificazione delle forze fondamentali e moltissimi fenomeni come (iv) la rotazione e la forma dei corpi celesti, (v) l’interazione gravitazionale. Suggerisce poi (vi) un metodo per la verifica della costanza della velocità della luce e (vii) conferma la validità del principio di equivalenza tra massa inerziale e massa gravitazionale, messo in crisi dalle recenti osservazioni sulla caduta dei piccoli frammenti di meteoriti sulla Terra e su Giove prima di quelli maggiori. (viii) Fornisce una diversa interpretazione dell’inversione del campo magnetico terrestre e di quello solare, (xii) dei precursori magnetici dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche, (xiii) delle onde oceaniche anomale, (xiv) della crescita della durata del giorno, (xv) dell’origine del magnetismo, (xvi) dell’elettricità e (xvii) dell’elettromagnetismo, (xviii) delle gocce di elettroni e (xix) dei protoni (la fusione fredda).

Le masse emettono onde gravitazionali sferiche (circolari viste nel piano) che si propagano (allargano) mentre ruotano contemporaneamente alla massa generatrice descrivendo un’orbita il cui inviluppo è costituito da una spirale logaritmica, una curva geometrica limitata dai valori dell’angolo al centro fra i suoi raggi, compreso fra zero e π/2. L’osservazione delle spirali logaritmiche naturali ha mostrato, però che i predetti limiti sono zero ed il numero aureo φ, oppure ovviamente, il fattore aureo Φ. Oltre a questa proprietà, le spirali logaritmiche presentano quella dell’autosimilarità.
Tutte le spirali naturali derivanti da spirali logaritmiche, oltre alla proprietà (i) di essere limitate fra e , conservano anche quella (ii) dell’autosimilarità, che non è stata una scoperta di Mandelbrot, ma soltanto un riscontro. Lo studio della propagazione delle onde ha spiegato (iii) i fenomeni cosmici del red shift e delle stelle pulsanti, che non significano affatto la fuga delle galassie e quindi l’espansione dell’universo, ha mostrato (iv) l’inesistenza delle quasar, dei lampi (burst gamma), delle stelle neutroniche, del collasso gravitazionale, dei buchi neri, della fuga delle galassie, dei buchi neri e del Big Bang, (v) la genesi degli anelli di Newton, (vi) la connessione fra le onde longitudinali e trasversali e (vii) la prevenzione e la terapia del cancro.
Il lavoro mostra che fra i 10500 ipotizzati universi, il nostro universo è l’unico, perché ha la radice nel numero aureo alla base di tutte le sue forme, nel quale sono stati possibili la nascita e lo sviluppo della vita e dell’intelligenza.
Nonostante ciò, l’intelletto ha la capacità di formulare altre forme espressive nell’arte al di fuori dei predetti limiti.
In conclusione, mentre l’uomo, mediante la scienza, scopre nel fattore aureo l’orma impressa nelle forme dell’universo dal Creatore e quindi lo strumento di cui Egli si è servito, compete con Lui nella creatività dell’arte: l’unica espressione che ci avvicina e ci rende simili a Lui.

COME ARRIVARE:

- Percorrere la Tangenziale di Napoli/A56 in direzione Pozzuoli;
- Uscire in SP47/Via Campana e proseguire per 1.5 km;
- Proseguire per 4.5 Km seguendo le indicazioni "Centro" e "Porto" di Pozzuoli;
- Arrivo in Via Campi Flegrei n. 34 presso il Comprensorio “Adriano Olivetti”.
- Raggiunto l’edificio 70 siete arrivati.


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"OCEANO E CLIMA LE RECENTI MODIFICHE CLIMATICHE"

ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI

Palazzo Serra di Cassano
Napoli - Via Monte di Dio, 14
http://www.iisf.it

Mercoledì 21 novembre 2007 ore 17.00

ANTONINO PALUMBO (Università degli Studi di Napoli “Federico II”)

seminario sul tema:

OCEANO E CLIMA

LE RECENTI MODIFICHE CLIMATICHE

Presentatori:

BRUNO D’ARGENIO (Università degli Studi di Napoli “Federico II”)

GIOVANNI GREGORI (CNR Roma)

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